I cambiamenti globali nella distribuzione del capitale e nella leadership stanno rafforzando l’influenza delle donne su quali problemi sociali verranno affrontati nei prossimi decenni.
Per lungo tempo la beneficenza è stata percepita soprattutto come una questione di risorse: chi possiede il capitale decide dove verrà indirizzato. Oggi però non cambia solo la quantità di fondi disponibili per le iniziative sociali. Cambia la struttura stessa dell’influenza.
In molti paesi le donne sono sempre più presenti tra i proprietari di imprese, gli investitori, i dirigenti di fondazioni, gli eredi di grandi patrimoni e i promotori di cambiamenti sociali. Questo significa che sempre più decisioni sul futuro dell’istruzione, della medicina, dell’ambiente, del sostegno alle famiglie e alle comunità locali vengono prese da una nuova cerchia di protagonisti.
In Australia è stata pubblicata la ricerca She Gives: Growing Women’s Giving in Australia.
- Lo studio si basa sui dati di oltre 2.000 donne in tutto il paese.
- Gli autori collegano la futura crescita della filantropia femminile al trasferimento intergenerazionale di capitale per un volume di circa 5,4 trilioni di AUD.
- La ricerca definisce le donne una delle forze chiave del futuro settore benefico.
- Tendenze analoghe si registrano anche in altre economie sviluppate: una crescita del numero di donne tra gli investitori, gli imprenditori e i dirigenti di strutture sociali.
Fonte dei dati: Centre for Social Impact / University of Western Australia – She Gives (2026)
Non si tratta di un cambiamento simbolico. Il mondo sta gradualmente entrando in una fase in cui il trasferimento del capitale tra generazioni coincide con il crescente ruolo delle donne nell’economia. Insieme cambiano anche le priorità della filantropia.
La filantropia plasmata dalla nuova generazione di leader donne spesso si distingue per una visione più ampia del risultato. Non si tratta solo di finanziare singoli progetti, ma di cambiamenti a lungo termine: prevenzione dei problemi, sistemi di sostegno sostenibili, pari opportunità e un impatto sociale misurabile.
Ricerche e l’esperienza di molte fondazioni mostrano che le donne spesso dedicano maggiore attenzione a temi che in passato ricevevano risorse insufficienti: la salute delle donne, il benessere familiare, la tutela dei minori, la lotta alla violenza domestica, l’istruzione accessibile, le iniziative locali e la sostenibilità ambientale.
Anche il formato della partecipazione è importante. Si diffondono sempre più i modelli collettivi di beneficenza, in cui le decisioni non vengono prese in un cerchio chiuso, ma attraverso comunità, gruppi di esperti e fondi condivisi. Questo approccio rende l’aiuto non solo più ampio, ma anche più vicino alle reali esigenze delle persone.
Non si tratta però di contrapporre uomini e donne. Si tratta di ampliare la cerchia di chi influenza la distribuzione delle risorse. Più diversificato è lo sguardo di chi prende le decisioni, maggiore è la possibilità di notare problemi che prima restavano fuori dall’attenzione.
L’esempio australiano è importante proprio perché mostra questo processo con cifre misurabili. Ma la tendenza è più ampia di un solo paese. È legata ai cambiamenti globali nell’economia, nell’istruzione e nella leadership.
Nei prossimi decenni la filantropia mondiale cambierà probabilmente non solo per la portata degli investimenti, ma anche per la propria filosofia. E in questa trasformazione le donne occuperanno un ruolo sempre più importante, come detentrici di capitale, idee, responsabilità e nuove priorità sociali.
(c) piattaforma Charity Guide (2026)


















