PANORAMICA DELL’IMPRONTA DIGITALE
Come raccogliamo i dati per offrirvi più informazioni per la scelta.
Nel settore sociale e della beneficenza non contano solo le intenzioni e le parole, ma anche le informazioni aperte sulle attività reali. Quando una persona vuole sostenere un’iniziativa, conoscere un progetto o semplicemente capire chi e come opera nel mondo del bene, si trova quasi sempre di fronte allo stesso problema – dati frammentari e l’assenza di un quadro d’insieme.
Le informazioni esistono. Ma sono distribuite su fonti diverse, presentate in formati differenti e spesso non permettono di cogliere la logica complessiva di ciò che accade. È proprio qui che nasce il bisogno di uno strumento che non aggiunga nuovi significati, ma aiuti a vedere quelli già esistenti.
Oggi acquistano sempre più valore le tracce aperte della presenza nello spazio pubblico: il sito ufficiale, i contatti pubblici, la storia delle iniziative, i progetti realizzati, le citazioni sui media, l’attività sui social network, la trasparenza delle informazioni e la coerenza delle azioni. Questi elementi non forniscono risposte già pronte, ma permettono di guardare alle attività in modo più ampio e approfondito.
La panoramica dell’impronta digitale è stata creata come strumento per lavorare con questi dati. Il suo obiettivo – non sostituire l’opinione della persona, ma aiutarla a orientarsi nelle informazioni disponibili, notare i fatti e formulare le proprie conclusioni.
I dati aperti non equivalgono alla comprensione. Il loro valore emerge solo quando la persona inizia a lavorarci.
Confrontare. Mettere in relazione. Notare incongruenze e regolarità. La panoramica dell’impronta digitale non fornisce una risposta a «di chi fidarsi». Crea le condizioni affinché tale risposta diventi il risultato di un’analisi e non di un’emozione.
Decine di volontari raccolgono informazioni da tutto il mondo. Chiediamo inoltre a tutti i nostri lettori di integrarle e migliorarle, contribuendo così a un risultato importante. E questo senza contare i dati che ci arrivano direttamente da fondazioni e organizzazioni. Il meccanismo della Panoramica dell’Impronta Digitale consente a tutte le strutture di fornire i dati che compaiono online ma che non sono stati individuati dai volontari.
Il settore sociale e della beneficenza riunisce migliaia di fondazioni, progetti di volontariato, iniziative pubbliche e servizi di assistenza. Ma con la crescita del numero di attori cresce anche la difficoltà di orientarsi.
I progetti utili possono restare invisibili. Le informazioni importanti risultano sparse. E la persona, sommersa di scelte, non dispone di punti di riferimento chiari. Proprio per questo i dati aperti diventano non solo un complemento, ma un elemento indispensabile dell’interazione.
È importante capire che: non si tratta di valutazioni formali o di criteri universali. Ogni persona ha il proprio focus di attenzione. Per uno è importante la trasparenza della struttura e la presenza di canali ufficiali. Per un altro, la storia dei progetti realizzati. Per un terzo, l’attività, le citazioni, la presenza offline.
La panoramica dell’impronta digitale non impone criteri. Raccoglie i fatti e permette di vederli nella loro struttura. Questo riduce il caos informativo e aiuta la persona a passare da una percezione casuale a un’analisi consapevole.
Conta non solo ciò che vedete, ma anche come lo interpretate.
L’assenza di dati – è anch’essa un’informazione.
La presenza di attività – non è ancora una prova di risultato.
La forma di presentazione – non sempre riflette il contenuto.
Guardate all’insieme dei segnali, non ai singoli elementi. Solo così si costruisce una comprensione più precisa.
La panoramica dell’impronta digitale non è una verità definitiva né una fonte di informazioni esaustiva. È un punto di partenza. Raccoglie una parte dei dati aperti, li struttura e consente di formarsi più rapidamente una prima comprensione. Resta però sempre spazio per un’analisi autonoma successiva.
È importante capire anche un’altra cosa. Questo strumento non serve a confrontare «chi è migliore».
Una fondazione internazionale e un piccolo progetto di volontariato possono avere dimensioni, risorse e livelli di presenza pubblica completamente diversi. Ma questo non rende l’uno «più forte» dell’altro in senso assoluto. Ciascuno opera secondo una propria logica e persegue i propri obiettivi.
Proprio per questo la panoramica mostra non una valutazione, ma un quadro. Fatti. Segnali. Tracce di attività.
Una parte delle informazioni viene raccolta da fonti aperte. Una parte può essere fornita dalle stesse organizzazioni. Va sempre considerato che potrebbero esistere più dati di quanti ne siano presentati al momento.
La piattaforma resta aperta a integrazioni e chiarimenti. Ma anche così è importante mantenere il principio fondamentale: non diciamo alla persona «sì» o «no». La aiutiamo a iniziare a riflettere, analizzare e scegliere autonomamente. È proprio in questo che risiede il vero valore della panoramica dell’impronta digitale.
Non nei dati in sé. Ma nella capacità della persona di lavorarci.
Per una comprensione più approfondita dei principi alla base di questo strumento, consigliamo inoltre di consultare i materiali «L’ERA DELLE IMPRONTE DIGITALI» e «LA LIBERTÀ DI UNA SCELTA CONSAPEVOLE», dove sono illustrate la filosofia dell’approccio e la logica dell’analisi autonoma.